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ESTHER SEIDEL (8.2.1964)
Le lezioni del mio Professore di storia dell'arte Robert Suckale, passionali e coinvolgenti davanti alla facciata della cattedrale di Chartres, chiarirono i limiti degli studi che avevo intrapreso.
Sarei diventata nient'altro che una mediocre storica d'arte, cosi decisi di cessare i miei corsi universitari a Bamberg e feci i miei bagagli, caricando tutti i miei sogni in un pulmino Volkswagen... direzione Italia - meta la scultura.
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Come ogni scelta dettata dalla passione e dall'istinto, trovò un duro riscontro con una realtà chiamata “genitori”. Per dissuadermi bloccarono ogni tipo di finanziamento. Ma a 21 anni non ci sono barriere.
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Giunta a Pietrasanta, trovai velocemente lavoro, ...la mattina presto pulivo i pavimenti in una pizzeria. A pranzo facevo la cameriera di sala in una piccola pensione, e la sera posavo come modella per una scultrice venezuelana.
Con i guadagni mi comprai una porzione privata di libertà, una moto.
Ero quasi felice, mancava solo la realizzazione del progetto per il quale avevo intrapreso questo viaggio.
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Decisi quindi di andare incontro alla mitica Accademia di Belle Arti di Carrara, sezione scultura!
Diventai appassionata e dedita ad apprendere ogni tecnica, segreto che questo lento e poetico linguaggio possiede.
Terminai i miei studi con il massimo dei voti, insieme a Patrick, l'uomo che accompagnò i miei progressi artistici, e i successivi 16 anni di vita. |
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Con sculture infinitamente pesanti riempivamo mostre in Germania da sud a nord da est ad ovest, vincendo concorsi, per abbellire posti pubblici, arricchire giardini e case private.
Vivevamo tra l´Italia e la Germania, lavorando con entusiasmo, eravamo un fantastico team. |
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E da questo soddalizio il 21 giugno del 2000 nacque Vincent Fortunat Steiner, la nostra miglior opera in divenire eseguita a quattro mani.
Comminciava cosi una fase della mia vita completamente nuova, tutto cambiava, e non sempre in meglio. Il mio rapporto con Patrick si allentava ed anche la scultura che era legata alla nostra unione, non mi rispecchiava più.
Si preanunciavano tempi confusi. |
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Il ruolo di madre mi appagava e derubava contemporaneamente.
Iniziai a fotografare, ad esplorare il computer, e raccogliendo i fili della mia vita incontrai la lana, la stoffa, la seta. |
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Il desiderio di eseguire questo lavoro femminile era l'espressione coerente della mia vita quotidiana... a qualsiasi ora del giorno e della notte potevo ricamare senza dovermi allontanare da mio figlio. Avevo ritrovato di nuovo la mia libertà.
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Per diversissime ragioni, dopo 6 lunghi anni dedicati solo al ricamo e la scultura in grandezza naturale, ho ripreso a fare scultura seguendo la mia ricerca interiore senza spinta di progetti proposti su commissione.
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Da tanto tempo avevo una mia scultura in pietra appoggiata sul tavolo dove abitualmente realizzo i miei ricami in stoffa, da sempre la sentivo incompleta, in attesa di qualcosa che le desse vita.
Così realizzai un poncho in pelliccia ecologica e creai un morbido scialle all'uncinetto con i materiali che avevo a disposizione quella sera. |
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Da questa unione, scultura e ricamo, pietra e stoffa, bronzo e lana, sono scaturite visioni che mi hanno riportato ai miei inizi nella scultura e mi consentono di esprimere in modo nuovo le mie emozioni in arte.
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